Si potrebbe pensare che tradurre un film sia molto più semplice rispetto a un testo scientifico o un manuale tecnico. E si potrebbe pensare che la preparazione dei sottotitoli sia ancora più facile, dato che il dialogo deve necessariamente subire dei tagli.
Ciò non è affatto vero. Un sottotitolo infatti non è una traduzione, o comunque lo è soltanto raramente (cfr. Alan Wildblood , A Subtitle Is Not a Translation, A day in the life of a subtitler). Il sottotitolatore deve sempre cercare di ricreare fedelmente il senso di una scena e dell’intero film, ma i singoli sottotitoli non possono essere sempre la traduzione letterale. Il sottotitolatore deve rispettare un registro linguistico adeguato e deve considerare diversi elementi oltre al linguaggio.

Meno il sottotitolatore effettua dei tagli, più rallenta il dialogo e più la traduzione può essere letterale; ma una traduzione adeguata nel complesso è più importante di quella del singolo sottotitolo.

Gli aspetti da considerare possono variare da regista a regista, da genere a genere e ovviamente da sottotitolatore a sottotitolatore.

La quantità di caratteri e la divisione dei blocchi hanno un’importanza fondamentale. Un lettore di cultura media impiega tre secondi per leggere una riga completa, cinque secondi per leggerne due. Se non ha il tempo di leggere e di restare rilassato odierà i sottotitoli e non riuscirà ad apprezzare il film.

Il sincronismo è altrettanto importante: lo spettatore deve poter prevedere quando il sottotitolo sta per apparire, si deve poter adeguare a una velocità di lettura costante e non può avere troppo da leggere, altrimenti non riuscirà ad assimilare le parole e a gustarsi le immagini.

D’altro canto una velocità costante può a volte essere in contrasto con la dinamica della vicenda rappresentata, quindi per quanto possibile lo “spotting” deve rispettare il ritmo del film.

In conclusione la preparazione dei sottotitoli è una procedura estremamente complessa, che si impara solo attraverso anni di esperienza.

Non ci si improvvisa sottotitolatori. Dei sottotitoli tradotti troppo letteralmente o troppo liberamente, o peggio, male adattati, possono avere un effetto assolutamente negativo sulla fruizione di un film.