Esiste da tempo un dibattito acceso fra i cultori del sottotitolo e cultori del doppiaggio.

Generalizzando la maggior parte degli studiosi, dei creativi e degli addetti ai lavori sono schierati a favore del sottotitolaggio, in nome dell’integrità audiovisiva dell’originale, mentre la gran parte dei distributori, degli esercenti e dei responsabili della comunicazione sono schierati a favore del doppiaggio, in nome del valore d’uso dell’opera, della sua maggior diffusione e commercializzazione.

Come ha evidenziato chiaramente Giuseppe Bertolucci ("Voci nella tormenta”, Riflessioni sul doppiaggio. Rassegna La voce degli altri, Cinema Lumière, Cineteca di Bologna, febbraio 2002), con il doppiaggio vengono di fatto intaccati tre diritti: il diritto d’autore (il diritto dell’autore ad essere rispettato nelle scelte soggettive che ha compiuto licenziando e firmando l’opera), il diritto dello spettatore (diritto di poter far incontrare la sua soggettività con la soggettività dell’autore attraverso l’oggettività di un testo certo e definito) e il diritto dell’opera alla sua integrità e alla sua identità.

E’ sempre meglio un rapporto parziale con un soggetto integro che un rapporto completo con un soggetto manomesso. E’ preferibile il rapporto mediato – attraverso la lettura – con una versione originale così come è stata licenziata dagli autori.


Motivazioni storico-culturali hanno impedito che in molti paesi si diffondesse l’abitudine alla fruizione cinematografica con i sottotitoli, a favore del doppiaggio indiscriminato.

Un Festival del Cinema che si rispetti deve poter mostrare sempre pellicole sottotitolate. In un contesto del genere un film doppiato è inaccettabile, essendo per molti aspetti un altro film. La soluzione della traduzione simultanea, pur consentendo allo spettatore di mantenere un qualche contatto con l’integrità audiovisiva dell’originale, raramente offre un risultato di qualità, introducendo una voce estranea omologante e spesso monocorde, creando una sovrapposizione di voci e uno sfasamento temporale.

Sub-ti ha realizzato un sistema che consente ad ogni festival di presentare i film con sottotitoli chiari e di qualità, grazie a un team di professionisti specializzati e a una tecnologia all’avanguardia.